CARDELLINI E IBRIDI

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21/9 17:54: andre-epis in IBRIDI CON LA CANARINA

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B_NORM    
view post Posted on 26/11/2008, 18:37 by: salvo81Quote
Gli ibridi più allevati e quindi più presenti alle mostre sono gli ibridi ottenuti con la canarina.

Si tratta di un'ibridazione che nella maggior parte dei casi non presenta grandi difficoltà.

Per questo a tali ibridi si dedica sia chi vuole tentare un ibrido avendo discrete possibilità di riuscita, sia l'ibridista esperto che desidera ottenere un soggetto che, seppur non rarissimo, sia tecnicamente perfetto. La maggior parte degli ibridatori "occasionali" utilizzano le canarine di riserva o quelle di scarto per comporre le coppie ibride.

Da coppie assortite secondo questo criterio difficilmente verranno fuori ibridi eccezionali, questo perchè il contributo della madre canarina al fenotipo dell'ibrido è determinante. Per tale motivo consiglierei di utilizzare, come fanno gli ibridisti esperti, delle buone canarine in grado di dare pregevole discendenza.

Si può ricorrere sia a canarine lipocromiche, che origineranno ibridi pezzati, sia a canarine melaniniche che daranno vita ad ibridi nero-bruno. Poiché l'ottenimento di un buon ibrido pezzato è attribuibile più alla fortuna che alla tecnica, mi soffermerò maggiormente sull'ibridazione con canarine nero-bruno.

Le canarine migliori sono ovviamente le nero, ma anche le bruno, le agata e le isabella danno buoni risultati. Importante è che abbiano un buon disegno, siano ben ossidate e poco cariche di feomelanina. La scelta della varietà è fondamentale per il cromatismo dell'ibrido.

Vanno impiegate canarine a fattore rosso per tutte le specie a fattore rosso (carpodaco messicano, cardinalino, fanello etc.) mentre quelle a fattore giallo sono indicate per le specie a fattore giallo (cardellino, lucherino testanera, canarino del Mozambico, verzellino etc.).

Le canarine a fattore bianco dominante trasmetteranno tale mutazione a metà della discendenza per cui avremo il 50% degli ibridi ardesia.

Ibridi ardesia molto belli sono quelli ottenuti con i lucherini sudamericani (testanera, pettonero, negrito etc.), i verdoni europei ed asiatici ed i serinus africani (canarino del Mozambico, cantore d'Africa, ventregiallo, etc.).

Bisognerà utilizzare femmine intense per tutti quei soggetti che presentano pigmentazioni lipocromiche diffuse su tutto il corpo, per esempio il cardinalino, i serinus africani, il lucherino, i lucherini sudamericani, il verdone etc.

Ricorreremo invece a canarine mosaico per le specie che presentano zone di elezione lipocromiche circoscritte, come il cardellino, il fanello, l'organetto, il carpodaco messicano etc.

Per quanto riguarda il piumaggio, poiché tutte le specie in natura hanno un piumaggio simil-brinato, vanno scelte femmine a piumaggio stretto, molto sature di lipocromo, sia per la categoria mosaico che intenso, facendo però attenzione, nelle intense, a non scegliere soggetti troppo esili e dalla struttura esigua.

Per chi fosse poco pratico di ibridazione e...

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Comments: 2 | Views: 3362Last Post by: andre-epis (21/9/2009, 17:54)
 

B_NORM    
view post Posted on 26/11/2008, 18:36 by: salvo81Quote
Se nell'allevamento in purezza le abituali procedure di gestione della coppia diventano degli automatismi, nell'allevamento ibrido bisogna riservare ad ogni passaggio estrema attenzione.

Infatti le coppie ibride non sono mai uguali le une alle altre, ogni coppia richiede una gestione d'allevamento diversa, formulata su misura dall'allevatore. Vediamo di analizzare le varie fasi dell'allevamento ibrido, focalizzando la nostra attenzione sui punti che richiedono maggiore accortezza ed impegno da parte dell'allevatore. Innanzi tutto la composizione della coppia, che va fatta preferibilmente a fine muta.

La scelta del maschio dovrebbe ricadere su soggetti con più di un anno di età, in quanto l'aver verificato l'affidabilità di un maschio nella stagione riproduttiva precedente è un buon punto di partenza. La femmina, al contrario, dovrebbe essere una novella, in quanto se si fosse già accoppiata con un maschio della sua specie, difficilmente ne accetterebbe uno di altra specie (anche se questa indicazione, per quanto riguarda le canarine, può considerarsi quasi superflua). Una volta scelti i soggetti, occorre che questi si accettino a vicenda e comincino a convivere pacificamente nello stesso contenitore. Per aiutarli a familiarizzare occorre che vengano uniti nel modo meno traumatico possibile.

E' opportuno quindi, per i primi tempi, tenerli separati da un divisorio in modo che si abituino alla vista reciproca. Si può, in questa fase, posizionare le mangiatoie vicine tra loro, ai due lati del divisorio, in modo che i soggetti durante l'approvvigionamento abbiano un contatto un po´ più ravvicinato. Dopo qualche tempo si può cominciare a togliere il divisorio, dapprima provvisoriamente e poi definitivamente. Dal momento in cui i soggetti vengono uniti, occorre evitare possibili litigi che comprometterebbero sul nascere la futura serenità della coppia. Per questo è opportuno mettere due mangiatoie, due beverini, due portapastoncini, due pezzi di frutta o ciuffi di verdura etc., proprio come se si trattasse di due bambini piccoli!

Se tutte queste procedure sono andate per il verso giusto, la nostra coppia potrà svernare in tranquillità, in attesa della stagione riproduttiva. Con l'approssimarsi della primavera i nostri due soggetti, se siamo fortunati, dovrebbero cominciare ad interessarsi l'uno all'altro. In genere è il maschio che, con il canto e le offerte di cibo, comincia a corteggiare la femmina.

Questa è una fase molto delicata, in quanto nella nostra coppia ibrida potrebbe rompersi quel delicato equilibrio instauratosi faticosamente nei mesi precedenti. Bisogna quindi tenere sotto stretta osservazione il maschio che, assumendo un comportamento aggressivo, potrebbe dar vita a continui litigi, talvolta molto accesi. Se tende a corteggiare la femmina con eccessiva insistenza, magari inseguendola e spiumandola, occorre separarlo immediatamente e aspettare che l...

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Comments: 0 | Views: 1361Last Post by: salvo81 (26/11/2008, 18:36)
 

B_NORM    
view post Posted on 26/11/2008, 18:35 by: salvo81Quote
Questo tipo di allevamento viene definito, nel nostro mondo ornitocolturale, un'arte.

Ed è infatti una forma di allevamento talmente unica e fuori dal comune, da costituire una vera e propria espressione artistica da parte di chi la pratica.

Paragonare l'allevatore che seleziona in purezza all'ibridista è, secondo me, come voler paragonare l'Illuminismo al Romanticismo.

Due movimenti culturali completamente differenti, come differente è il modo di concepire l'allevamento in queste due tipologie di allevatori.

Chi alleva in purezza lo fa in maniera tecnica e razionale, selezionando scrupolosamente, allo scopo di avvicinarsi il più possibile ad uno standard prefissato. L'ibridista invece non ha un obiettivo prestabilito a cui tendere, ma si lascia di volta in volta guidare dalla sua ispirazione creativa, alla ricerca delle grandi emozioni che solo l'incognito e l'inaspettato possono dare. Il confronto tra l'allevamento in purezza e l'ibridazione si traduce dunque nella contrapposizione tra la razionalità e la fantasia, tra il metodo e la creatività, tra la ricerca della perfezione e la ricerca del bello.

L'ibridicoltura è il settore ornitocolturale in cui noi italiani ci esprimiamo al meglio, eccellendo su tutti gli altri allevatori europei in ogni competizione mondiale. Forse non è un caso che i nostri ibridisti siano i più bravi del mondo, come non lo è che i migliori stilisti, disegnatori o architetti siano tutti degli italiani.

Evidentemente noi italiani abbiamo un connaturato gusto del bello, che conferisce quel "qualcosa in più" a tutto ciò che creiamo, in tutti i campi. Oltre a questo nostro spiccato gusto estetico, possediamo anche un particolare approccio all'allevamento.

Infatti, mentre i popoli nordeuropei seguono metodicamente le regole che l'abitudine e la pratica hanno loro dettato, noi italiani siamo dotati di un estro creativo che ama andare oltre le regole per esprimersi nella sua forma più libera.

Ritengo che siano queste le doti che permettono a noi italiani di creare ibridi unici, irripetibili, che tutto il mondo ornitologico ogni anno ammira stupefatto. Ogni ibrido che vediamo alle mostre è un piccolo capolavoro di cretività, frutto della costanza e della dedizione di chi lo ha allevato affrontando le tante difficoltà che l'ibridazione comporta.

L'allevamento dell'ibrido è un incognito percorso ricco di colpi di scena, in cui niente è scontato, tutto è mutevole, ogni particolare episodio può rivelarsi una piacevolissima sorpresa o una cocente delusione. La gioia nello scoprire di avere un uovo pieno tra le dita, lo scorgere nel nido un piccolo ibrido mutato, il vederlo acquisire con la muta una livrea inaspettata ed inimmaginata, sono tutte delle emozioni indescrivibili.

Certo, grandi gioie ma anche spesso delusioni, ma comunque grandi emozioni che ci fanno vivere questa nostra passione...

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Comments: 0 | Views: 169Last Post by: salvo81 (26/11/2008, 18:35)
 

B_NORM    
view post Posted on 26/11/2008, 18:27 by: salvo81Quote
Premetto che da sempre ho posseduto qualche esemplare della locale sottospecie da ibridare con canarini prima e spinus dopo e talvolta da riprodurre in purezza. Ben diversa invece è la passione che da anni porta il mio amico Carmine a selezionare questo superbo fringillide che per colori e canto ha poco da invidiare ad altre specie esotiche. Proprio a lui devo una buona parte degli accorgimenti che attualmente adotto.

Con la maggiore diffusione di soggetti nati in cattività della sottospecie Siberiana caratterizzata da una colorazione e una taglia ancora più accattivanti e con il proliferare di svariate mutazioni alcuna delle quali veramente attraente anche io mi sono cimentato con risultati che insospettabilmente sin da subito devo giudicare positivi.

Se per gli altri spinus le dimensioni dell’alloggio rivestono una relativa importanza, per il cardellino major, esse risultano quasi fondamentali. L’esperienza più o meno diffusa e direi un po’ di buon senso consiglierebbero di destinare a questi volatili almeno gabbie di adeguate dimensioni (lung. 120 cm) laddove non si disponga di volierette.

Qualora si dovesse ripiegare su aviari di dimensioni inferiori (almeno lunghe 60 cm. per un solo soggetto), come è capitato al sottoscritto, si impone la scelta di reperire animali particolarmente docili (specie le femmine su cui grava buona parte delle incombenze riproduttive) e un certo adattamento alimentare che ne impedisca l’eccessivo ingrassamento. Tra l’altro è buona norma valutare all’atto dell’acquisto anche una certa vivacità di movimento (più facile da ritrovare in cardellini di taglia non particolarmente “maggiorata”) pena il ritrovarsi soggetti letargici ancor più depressi dalle anguste dimensioni della gabbia a loro destinata.

Si tratta di un uccellino che seppur abituato al nostro clima va tenuto al riparo da forti sbalzi termici accompagnati da un peggioramento del grado di umidità. Spesso si sente di cardellini morti quasi improvvisamente durante la muta o subito dopo proprio perché in quel periodo (ottobre/novembre) iniziano i primi “veri freddi” magari accompagnati da giornate di pioggia. La tecnica maggiormente diffusa tra gli allevatori è quella di trattare in determinati periodi dell’anno i propri cardellini con cicli più o meno protratti di un prodotto coccidiostatico. La scelta, per quanto ovvio, resta dell’allevatore che dovrà valutare l’opportunità di tali pratiche soprattutto in relazione alle condizioni ambientali del proprio allevamento. Personalmente preferisco non adottare farmaci preventivi limitandomi alla loro somministrazione solo in presenza di un acclarato stato di malessere.

Grazie alla soleggiata esposizione del mio balcone, alla fortunata latitudine della città in cui vivo (Napoli) ed al sistema di alloggio di cui mi sono dotato composto da gabbie inserite in due armadi di pvc e lastre di policarbonato che lascio chiusi di notte e nei giorni particolarmente freddi, in genere tutti i m...

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Comments: 0 | Views: 189Last Post by: salvo81 (26/11/2008, 18:27)
 

B_NORM    
view post Posted on 26/11/2008, 18:26 by: salvo81Quote
descrizione:

Lunghezza variabile in base alle diverse sottospecie tra gli 11 ed i 16 cm. E’ forse il fringillide più conosciuto. Inconfondibile il disegno della testa che alterna rosso, bianco e nero. Parti superiori del corpo variabili dal bruno/nocciola al grigio/brunastro mentre ventre e sottocoda presentano una colorazione biancastra variabile a seconda del sesso e della sottospecie. Ali (escluso un ampio specchio giallo) e coda nere con apici delle penne bordate più o meno vistosamente da perlature bianchicce. Per il suo disegno netto ed il variopinto piumaggio da sempre è una delle specie maggiormente impiegate in ibridazione.

distribuzione e habitat:

Pressoché presente in tutta l’Europa ed in buona parte dell’africa settentrionale il suo areale si estende verso est fino al Libano e più a nord verso la Siberia. Largamente adattato a diversi habitat il cardellino predilige di massima i terreni aperti e discretamente alberati sia incolti che coltivati dove riesce a reperire le sementi immature di composite, crucifere ed alcune graminacee che sono alla base della sua dieta. Nella stagione invernale si riunisce in stormi medio piccoli e compie parziali migrazioni verso territori in cui il clima più mite favorisce l'approvvigionamento di cibo.
Comments: 0 | Views: 148Last Post by: salvo81 (26/11/2008, 18:26)
 

B_NORM    
view post Posted on 26/11/2008, 18:19 by: salvo81Quote
15ᵃ mostra internazionale di bolzano.
In data 13 11 08, spinto da un amico, ho deciso di partecipare all' ingabbio. Ho voluto portare solo 5 singoli, dei quali 2 mutati ( 1 Agata ed 1 Eumo ) e 3 ancestrali. Penso di potermi ritenere soddisfatto, avendo ottenuto un 2 posto sulle mutazioni con 92 punti, ed un 3 posto con gli ancestrali con 91 punti, in più anche un riconoscimento. D'altra parte sono consapevole di avere concorso con allevatori esperti pluripremiati, tra i quali cito Robert Egger, Avesani Enrico, Berlanda, Amort Christian etc. etc. Grande è stata la partecipazione di tedeschi ed austriaci.
Per me è stata una piacevole esperienza e spero di migliorare nei prossimi anni.
Voglio condividere con tutti voi questa piccola soddisfazione, è anche merito vostro e del sito Cardellini che passione! che ci da l'opportunità di poter condividere questa nostra passione.
Colgo l'occasione per fare i miei più sinceri auguri agli amici del sito che espongono a Reggio Emilia, in una piazza cosi internazionale.

Comments: 0 | Views: 112Last Post by: salvo81 (26/11/2008, 18:19)
 

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